Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player.

Homepage Le nostre priorità Approfondimenti Marco Besana: articolo sul Pca Dimentichiamo il campanilismo, guardiamo avanti! Servizio RSI News Candidati al municipio Candidati al CC Contatti Link 

Dimentichiamo il campanilismo, guardiamo avanti!

"Dimentichiamo il campanilismo, guardiamo avanti"Intervista all'ingegnere Franco Donati, presidente onorario della sezione PPD delle Terre di PedemonteÈ un industriale, conosce bene la politica comunale ed è stato anche consigliere nazionale. Ma quando parla, Franco Donati esprime una profondità di pensiero data dall'esperienza e da un particolare interesse per le persone. Lo abbiamo intervistato nella sua casa a Tegna.Chi è e cosa ha fatto Franco Donati?"Sono nato 80 anni fa e lavoro ancora nell'industria. Attualmente sono vicepresidente della Trafomec Europe SA a Riazzino, ma non ho più un ruolo operativo: aiuto i giovani a costruire il futuro di questa società. Nella mia vita mi sono sempre occupato dell'industria: ho lavorato all'Agie di Losone per 20 anni, sono stato promotore di uno spin-off dall’Agie ed ho fondato la Invertomatic di Riazzino, in seguito la Imel Energy e la Imel Poland a Cracovia. Esperienza politica?"Di grande esperienza politica non ne ho… Sono stato 20 anni in Consiglio comunale a Tegna, ma mai pensavo di fare politica a livello cantonale o federale. Il caso volle che nel 1995 il presidente del PPD cantonale Fulvio Caccia mi chiese se volessi candidarmi in Consiglio nazionale, perché il PPD aveva bisogno di un imprenditore sulla sua lista. Fu anche chiaro, dicendomi che sarei arrivato quarto. E così fu! Per me la questione era finita… Ma nel 1998 Luigi Pedrazzini - che allora era diventato presidente del PPD Ticino - mi disse: "Franco, devi andare a Berna, perché Fulvio Caccia è diventato direttore della ComCom e deve lasciare la carica politica. Mimì Lepori, sua subentrante, ha rifiutato il posto. Pensaci su". Ho accettato e quando ho giurato a Berna ero pieno d'orgoglio e sentivo di lavorare per il mio Paese, per il mio Ticino. È stato uno degli anni più belli della mia vita! In seguito, mi sono ricandidato per il quadriennio successivo, ma sono stato eliminato e sono felicemente tornato a fare l'ingegnere". Ma non ha lasciato la politica comunale…"Infatti. A un certo momento mi hanno chiesto di candidarmi per il Municipio di Tegna. Ho accettato, ma dopo due anni turbolenti ho abbandonato; sono rimasto quale esponente del Municipio nel Consorzio dell'acqua potabile dei comuni di Tegna, Verscio e Cavigliano. Ero entusiasta di questo incarico e ho tentato, pur nella diversità dei tre comuni, di riunire l'azienda dell'acqua potabile! Ma non sono riuscito. Due comuni erano d'accordo, uno - come sempre - contrario…".Tra poco meno di un mese, i comuni di Tegna, Verscio e Cavigliano eleggeranno i propri rappresentanti politici. Come vede l'aggregazione?"Credo che l'aggregazione sia un passo necessario; ne ho sempre sostenuto l’idea, non l'ho mai combattuta. Sono un piccolo imprenditore e, grazie anche al mio lavoro, capisco che è il gruppo a fare la forza. Tramite l'aggregazione, infatti, abbiamo una forza più propositiva verso il Cantone". Quali sono secondo lei le risorse del nuovo comune?"Le risorse sono parecchie. Basti considerare che la nostra regione è bellissima e ricca di potenzialità. È altresì vero, purtroppo, che viviamo in un posto molto tranquillo senza grandi stimoli da un punto di vista turistico, artigianale o industriale. Se posso permettermi di dirlo, Tegna, a volte, è un po' un dormitorio. Secondo me si potrebbe portare nei nostri comuni delle forme di artigianato o di ingegneria (che non abbiano però bisogno di grandi spazi). L'iniziativa la deve prendere il singolo. La nostra regione ha degli atout e, uniti, siamo una forza non irrilevante".Il Ticino è rimasto scosso dalla morta improvvisa di Giuliano Bignasca. Ora gli occhi sono puntati sul suo partito e in molti si chiedono quale sia il futuro della Lega…"Anch'io sono rimasto molto sorpreso dalla morte di Giuliano Bignasca. E anche addolorato. A volte Bignasca era una figura violenta, un po' volgare, ma è pur sempre stato un uomo che sentiva la vicinanza della gente umile, della gente che aveva bisogno di aiuto. In fondo era una persona generosa . La sua idea politica ha portato in Ticino una grande concorrenza ai partiti tradizionali. Ora bisogna vedere chi riuscirà a prendere in mano lo scettro della Lega; sarà molto difficile, perché non esiste una personalità come Lui. Per farlo, secondo me, bisognerà creare una sorta di triumvirato.Che consiglio si sente di dare ai candidati PPD della sezione Terre di Pedemonte? "Il mio consiglio è quello di farsi vedere, di organizzare riunioni e aperitivi. Importante che gli eletti del PPD collaborino con gli esponenti degli altri partiti per trovare un equilibrio e collaborare a prendere delle decisioni oculate per il bene di tutta la popolazione delle tre Terre.Il nuovo comune si troverà indubbiamente confrontato da un lato con una diversità di menti, dall'altro dovrà essere capace di unire queste diversità… che non sono tra le più facili! Bisogna dimenticare il campanilismo e guardare solo al nuovo comune".Chiara De Bianchi





Terre di Pedemonte

PER CRESCERE INSIEMEIN UN COMUNE PIÙ FORTE